Un'altra storia di Giufà in versione mediterranea
Le uova
Il capitano di una nave di passaggio andò a pranzare in una
osteria del porto. Chiedendo cosa ci fosse da mangiare, si sentì dire: Il capitano, accettò, ma mentre stava per mangiarsi le uova, arrivò un marinaio per avvisarlo che bisognava rinforzare gli ormeggi subito, perché era giunto un forte vento. Il capitano, preoccupato, si alzò da tavola e lasciò le uova nel piatto per andare a salvare la nave da un sicuro naufragio. Poi, giudicando che fosse meglio levare le ancore, si decise per partire, senza tornare all'osteria.
Passarono degli
anni
e capitò che un giorno tornasse in quel porto e, poiché
aveva fame, si presentò nella stessa osteria in cui aveva ordinato le uova
con l'intenzione di saldare il conto.
Il capitano si
rifiutò di pagare e, allora, l'oste lo citò in tribunale. Per difendersi
dalla richiesta esosa, il capitano andò in giro a cercare un
avvocato. In una osteria incontrò Giufà, che si spacciava per
azzeccagarbugli e si misero a parlare. Il capitano gli raccontò i fatti e
Giufà gli disse: Il capitano, ritrovata la fiducia nel sentire la sicurezza di Giufà, comprò il vino e gli diede l'incarico per la sua difesa in tribunale, che doveva essere alle nove del mattino. All'indomani, il capitano si mise ad aspettare Giufà, ma questi non si fece vedere. Passarono le 10, le 11, mezzogiorno, ma di Giufà non si aveva traccia. Il capitano stava cominciando a disperarsi, quando, verso l'una meno un quarto, Giufà si presentò canticchiando e di buon umore.
Il giudice, che
si era spazientito di aspettarlo, appena lo vide disse:
Giufà
rispose: - Dimmele Giufà e spera che siano veramente buone - sentenziò il giudice
Giufà continuò:
A queste
parole l'oste, spazientito pure lui, urlò:
Giufà, con molto
calma e sicurezza incalzò: Il
giudice accettò subito la proposta di Giufà, e contento se
ne andò a mangiare.
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